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"Il metodo della Rinnovata vuole poche parole e molti fatti;

vita attiva del bambino a contatto con molte cose

e con molti fatti e con molte persone.

Le poche parole del maestro devono guidare lo scolaro 

alle buone impressioni, 

devono chiarire, correggere dove fosse necessario.

Ricordiamo che i fatti sono di chiarezza adamantina,

se portati al ragazzo con gradazione, 

con ordine, con metodo.

Il metodo della Rinnovata mette

al primo posto il dar forza al corpo

e allo spirito dello scolaro attraverso

la vita della scuola,

che è costituita di ricca esperienza."

(G. Pizzigoni, Le mie lezioni ai maestri d’Italia)

Il metodo dell’esperienza personale dà in breve molte notizie precise e chiare, che rimangono impresse nella coscienza del bambino; tiene in gioco i sensi, porte aperte all’acquisizione delle idee; crea una rete di riferimenti tra le nozioni, così che i poteri mentali sono esercitati simultaneamente, e così che il ragazzo sente che il sapere è la risultante di un intreccio di cognizioni, tutte a posto nel loro specifico, ma tutte fuse armonicamente…  

Il metodo dell’esperienza porta allo svolgimento armonico di tutte le attività del fanciullo: mentali, volitive, sentimentali, fattive: ottiene la valutazione massima dell’attività spontanea ai fini dell’educazione della personalità.

Il Metodo Pizzigoni propone un itinerario educativo che si sviluppa attraverso tutte le discipline, intese come fonti di esperienze multiple. E’ un Metodo che si basa sull’esperienza concreta e personale del bambino. Egli, operando sulla realtà e sulle problematiche da essa derivanti, ricerca e trova, per induzione, i principi generali insiti nel particolare.

Il procedere per via induttiva, dall’esperienza alla sistematizzazione teorica, è la modalità connaturata ed autentica di procedere della mente infantile.

"Il bambino che desidera e chiede una notizia scientifica a spiegazione di ciò che vede, oppure di fatti a cui assiste, non dimenticherà poi tanto facilmente quanto ha appreso, perché egli ha avuto quella nozione proprio nel momento in cui essa lo interessava."

La Pizzigoni raccomandava ai suoi maestri di attivare l’attenzione spontanea e gli interessi genuini e immediati dei bambini e di far leva sui nessi gioco-apprendimento-gioia:


“Intorno a tali centri di interesse più circoscritti il maestro deve trattenere per alcun tempo l’attenzione degli scolari con piacere e utilità grande, collegando fra loro le conoscenze varie e collegando poi a tali conoscenze la gioia intima del conoscere; l’abilità manuale e quindi la gioia del fare, l’esercitazione dei sensi, il calcolo, il disegno e l’educazione estetica, fonte di gioia spirituale sempre.”

Contestando il mnemonismo e il verbalismo che caratterizzavano le scuole italiane del primo Novecento, la Pizzigoni privilegiava:

lavoro di gruppo min

* la ricerca personale
* il gusto e la piacevolezza della scoperta
* la freschezza e la ricchezza (per numero, varietà, ridondanza) delle esperienze

 

“Se lo scolaro fu guidato a scoprire una verità, non la dimenticherà più, perché gli è costata la fatica della ricerca (l’unica fatica proficua) e gli ha arrecato la gioia della scoperta.”

Uno degli strumenti più importanti del metodo Pizzigoni consiste nell’insegnare ai bambini a farsi domande e a porre domande, nella convinzione che la domanda è l’inizio del cambiamento e il primo passo verso soluzioni creative.

Con il metodo Pizzigoni viene stimolata la creatività dei bambini, l’originalità del pensiero, l’autonomia di giudizio, la riflessione. È attraverso processi di riflessione e di elaborazione che i bambini riescono ad organizzare quanto apprendono dalle singole esperienze. E, soprattutto, a crescere interiormente, veramente, profondamente.

L’alunno è costantemente chiamato ad interagire con la realtà, alla ricerca di soluzioni che necessitano di:

- osservazione dell’evento mediante i sensi;
- rilevazione;
- formulazione di ipotesi risolutive;
- analisi delle variabili condizionanti l’esperienza;
- ricerca di percorsi possibili per la risoluzione;
- accertamento sul piano esperienziale e verifica dell’efficacia di uno o più percorsi;
- valutazione e scelta della migliore soluzione;
- enunciazione del principio;
- generalizzazione  e applicabilità a realtà equiparabili.

pannocchie su maxischermo

L'applicazione dell metodo Pizzigoni si fonda dunque su:

* il lavoro, che sta alla base dell’attività svolta all’interno e all’esterno della struttura scolastica 

* l’ambiente, inteso in tutte le sue accezioni. Esso riveste importanza fondamentale, in quanto è occasione di apprendimento. Dunque, il metodo si coniuga con la struttura scolastica particolare, pur non esaurendosi in essa. 

* la pluralita’ di interventi educativi, realizzata con insegnanti specializzati nel metodo Pizzigoni.

Si comprende dunque come il Metodo Pizzigoni, si basi sul LAVORO che sta alla base dell’attività svolta all’interno e all’esterno della struttura scolastica e sull’AMBIENTE, inteso in tutte le sue accezioni. Esso riveste importanza fondamentale, in quanto è occasione di apprendimento.

Dunque, il Metodo si coniuga con la struttura scolastica particolare, pur non esaurendosi in essa.

Al mondo delle parole si sostituisca il mondo dei fatti…

Conosci il tuo paese e l’amerai…

(G. Pizzigoni, Lezioni ai maestri d’Italia)

La Rinnovata si fonda sul concetto che, come la vita è scuola, così la scuola deve essere vita.

Per darle questo carattere, Giuseppina Pizzigoni ha creato intorno al fanciullo un mondo ricco di motivi, nel quale egli può fare grandissimo numero di esperienze:

esperienze sui fatti naturali e fisici, per cui si prestano ottimamente il giardino, l’orto, il campo, gli allevamenti vari, il museo didattico, i laboratori;

esperienze sui fatti (emotivamente coinvolgenti), a cui dà alimento tutta l’attività didattica che, movendo sempre dai fatti concreti e vissuti, assurge a fatti d’ordine superiore, tendenti a sviluppare la personalità globale del fanciullo.

Ma l’apprendimento – a carattere sperimentale e di verità – è basato sulla conoscenza della vita reale, e questa non è tutta, non può essere tutta compresa e confinata nella scuola. La vita si effonde all’intorno varia, fervida, operosa.

Bisogna allora allargare la scuola, portarne i confini lontano: nel quartiere della città, nella provincia, nella regione, ai limiti della nazione, e poi ancora, se fosse possibile, più in là nel mondo.

LA SCUOLA E’ IL MONDO dice infatti la Pizzigoni. I suoi alunni visitano officine industriali, istituzioni, musei, monumenti, opere d’arte, impianti pubblici, cave; partecipano a gite fuori dalla città, per prendere visione diretta della pianura, del monte, della cascata, del mare, delle città più significative.

Così tutto ciò che diventa conoscenza del fanciullo palpita di vita; è il suo vero mondo, quello che proprio lo interessa, quello nel quale facilmente si innesterà in seguito ogni nuova conoscenza.

Sul sito web dell'Opera Pizzigoni è disponibile molto materiale relativo al metodo Pizzigoni, compresi molti scritti della Pizzigoni stessa.

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